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Una comunicazione più consapevole e più vicina alle persone: ecco cosa dobbiamo aspettarci dal 2019.
December 4, 2018

Una comunicazione più consapevole e più vicina alle persone: ecco cosa dobbiamo aspettarci dal 2019.

I 10 Digital Trends per il nuovo anno.

di Emanuel Olteanu

Per comprendere meglio quali saranno i Digital Trend del 2019, è necessario tenere ben presente ciò che è accaduto nel 2018.

L’anno è iniziato al meglio con lo scandalo di Cambridge Analytica e, di conseguenza, le persone hanno dichiarato di voler prestare maggiore attenzione ai dati personali che forniscono a brand e siti web. Alcuni  hanno addirittura preso la drastica decisione di cancellarsi dai social media.

Successivamente, Instagram ha lanciato IGTV dando in pasto ai consumatori un nuovo modo di usufruire del contenuto video, tenendo vivo l’interesse per questo media.

La disapprovazione dei consumatori da parte della pubblicità vista come “interruzione dei loro momenti privati” è stata ribadita ancora una volta quando Netflix ha provato a comunicare i suoi stessi show, interrompendo la visione ai suoi consumatori.

Ultimo avvenimento, ma non meno importante, è quello che vede Trip Advisor trasformarsi in tutto e per tutto in un social network, offrendo non solo recensioni ma anche una gamma di contenuti con il fine di  rendere più facile il processo decisionale dei consumatori.

Detto questo, ecco quali sono le nostre previsioni sui quali saranno i più importanti digital trend nel 2019.

Una comunicazione più consapevole e più vicina alle persone: ecco cosa dobbiamo aspettarci dal 2019.

1. La ricerca non si farà più solo su Google. Ma anche su Facebook, Instagram, YouTube e TripAdvisor

Le ricerche diventano verticali a seconda di ciò che le persone stanno cercando. Se inizialmente le persone cercavano su Google tutto, ora inizieranno a cercare in posti diversi, a seconda delle loro esigenze. Vanno su Facebook a parlare con i marchi, su TripAdvisor per scegliere posti e su Instagram per vedere se si sentono ispirati ai prodotti o ai servizi dei vari brand.

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2. Le persone saranno sempre meno disponibili a cedere i loro dati.

Nel 2018, abbiamo assistito a un cambiamento radicale nel modo in cui pensiamo ai dati, alla privacy e alla fiducia verso i brand. Il culmine lo abbiamo raggiunto con gli scandali sulla privacy e con una nuova legislazione sui dati che ha costretto i consumatori a fare i conti con le loro impronte digitali. Sicuramente questo è stato solo l’inizio di un tema di cui i brand non potranno non tenere conto e, in uno scenario di questo tipo, sarà sempre più difficile raccogliere informazioni sugli utenti se non dando loro in cambio qualcosa di valore.

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3. Gli adolescenti continueranno ad abbandonare i social network.

Molti adolescenti adottano sempre più una maggiore cautela quando decidono quali social media usare e quanto del loro tempo dedicare loro. Infatti, un gran numero di adolescenti e giovani ha persino affermato che spendere meno tempo sui social network, o addirittura abbandonarli completamente, li rende più felici. Inoltre, solo il 31% degli adolescenti descrive in modo positivo l’uso dei social, mentre il 24% ne ha un percepito negativo. Il restante 45% si dichiara indifferente.

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4. I social diventano un entertainment hub per divertirsi, fare ricerca, scoprire news e fare acquisti.

Anche se originariamente Facebook è stato inventato per aiutare le persone a rimanere in contatto, nel corso degli anni il suo utilizzo e le sue motivazioni sono cambiati.

Oggi le persone usano Facebook sempre di più come canale di customer care. In più, secondo una ricerca GlobalWebIndex, il 61% degli utenti dichiara di utilizzare i social media per puro divertimento, il 52% per scoprire le notizie, il 44% per fare ricerca e il 37% per comunicare con i brand.

Un cambiamento nel comportamento degli utenti è naturale e non sancisce affatto la fine dei social media. Infatti, questi non stanno scomparendo, ma piuttosto diventando più sofisticati e diversificati con nuovi formati e innovazioni di contenuto. I social media, visti appunto come come “entertainment hub”, vivranno così ancora per un po’.

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5. L’uso del contenuto video cresce ancora con GIF, Stories, live, Boomerang ecc. Per catturare l’attenzione servono contenuti in movimento.

Se eseguita correttamente, la comunicazione video può portare a risultati sorprendenti. Sempre di più l’aumento di conversioni e il profitto dovranno fare i conti con il design e la miglior qualità grafica possibile.

Non basta più pensare solo alla pubblicità: dobbiamo, come prima cosa, comprendere il comportamento umano sui social: divertiamoci!

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6. La voce sostituirà la tastiera.

La ricerca abilitata dalla funzione vocale sta lentamente prendendo piede e gli studi hanno dimostrato che presto più del 50% di tutte le ricerche sarà effettuato a voce. Ma ci sono forti probabilità di una crescita ancora maggiore all’orizzonte: infatti, le parti interessate nel settore della tecnologia vocale stanno prendendo in considerazione domande che ne sottolineeranno la durata e il potenziale di monetizzazione.

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7. I micro influencer supereranno gli influencer. Basta parlare con tutti: meglio parlare con pochi, ma possibili clienti.

Per quanto l’Influencer Marketing sia diventato popolare negli ultimi due anni, sono i micro-influencer che sono in grado di convertire davvero. Ma questo non sorprende affatto se si considera che oltre l’80% dei consumatori agisce in base alle raccomandazioni dei micro-influencer e circa il 70% degli utenti è più incline a seguire le  raccomandazioni di un consumatore medio.

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8. Crescerà l’esigenza di cambiare il modo con cui i brand creano contenuti e parlano con i consumatori.

“La generazione del Millennial non odia i marchi. Ciò che a loro non piace è la pubblicità.” racconta la responsabile dei contenuti di Maker Studios, Erin McPherson, durante una recente riunione dello IAB.

Ma la verità è che i Millennial non sono soli: circa il 63% dei consumatori afferma di essere molto infastidito da messaggi pubblicitari ripetuti e generici. Ma, essendo i millennials una generazione così intrinsecamente connessa a Internet, applica ai brand un diverso livello di criteri e aspettative. Si tratta di qualcosa di più della tecnologia più recente e del social network del momento però. Non basta creare un account su Snapchat per connettersi con questa generazione. Cè bisogno di autenticità. è questa la direzione nella quale lavorare per costruire una relazione.

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9. Più green, meglio è.

Metà dei consumatori digitali afferma che l’attenzione all’ambiente dei brand influisce sulle loro decisioni d’acquisto. Ormai sappiamo bene che i Millennials sono più consapevoli che mai nei loro acquisti che sempre più rispecchiano le loro convinzioni e i loro valori; e anche la Generation Z sta seguendo la stessa linea. è quindi molto probabile che quello che stiamo vivendo sia un cambiamento a lungo termine.

Per i brand, questo rappresenta nient’altro che un’opportunità per potersi concentrare sulle soluzioni per i principali problemi del nostro pianeta e aggiungerà valore al loro percepito avvicinandoli ancora di più al loro pubblico. 

Una comunicazione più consapevole e più vicina alle persone: ecco cosa dobbiamo aspettarci dal 2019.

10. Marketing one-size

Il tema della diversity (fisica, di genere, orientamento sessuale, etnia ecc.) non è più una differenza da rappresentare, ma è diventato il nuovo standard di riferimento. Non si tratta tanto di “politically correct” quanto di adesione alla realtà: rappresentare e rivolgersi a un mondo multiculturale – quel mondo che ci circonda a tutti gli effetti – significa semplicemente rendersi raggiungibili, realistici, plausibili. Quindi, quando abbiamo a che fare con questi temi, è importantissimo essere molto laici.